Le vittorie dei Democratici in Texas potrebbero ridisegnare i college e le università pubbliche dello Stato, anche attraverso nuove nomine nei consigli di amministrazione, cambiamenti nelle politiche sull’istruzione superiore e sviluppi nelle controversie legali in corso. Il risultato elettorale mette inoltre in discussione il recente ruolo del Texas come esempio di primo piano delle riforme conservatrici nell’istruzione superiore.

I Democratici hanno conquistato la carica di governatore, quella di vicegovernatore e quella di procuratore generale, oltre a un seggio al Senato degli Stati Uniti. L’Associated Press ha inoltre assegnato ai Democratici la Camera statale, lasciando ai Repubblicani la maggioranza soltanto al Senato statale. Gina Hinojosa, governatrice eletta, potrà nominare nuovi membri dei consigli di amministrazione delle università, ma il Senato dovrà confermare le nomine.

I Repubblicani del Texas hanno approvato un ampio divieto dei programmi di diversità, equità e inclusione e in seguito hanno varato la SB 37, che limita chi può istituire senati dei docenti e scegliere i loro dirigenti. La legge attribuisce tali poteri ai consigli di amministrazione e ai presidenti delle università. I gruppi di docenti e gli accademici hanno criticato queste politiche, mentre l’American Association of University Professors ha intentato cause contro Texas A&M e Texas Tech per le restrizioni nei campus.

I mandati dei presidenti dei consigli di amministrazione dei sistemi della Texas A&M, dell’University of Texas, della Texas Tech, della Texas State e della Texas Woman’s University scadono all’inizio del prossimo anno. Questa tempistica offre a Hinojosa l’opportunità di nominare dei sostituti, ma il Senato controllato dai Repubblicani potrebbe rendere difficili le conferme. Il controllo democratico della carica di governatore e della Camera potrebbe inoltre dare al partito maggiore influenza sui bilanci universitari.

I sostenitori del corpo docente ritengono che il risultato elettorale possa aprire la strada a una revisione delle leggi statali e delle politiche universitarie. Teresa Klein, presidente della Texas AAUP-AFT, ha riferito che un docente le aveva già detto di sentirsi più libero di insegnare senza ansia. Altri accademici hanno descritto i risultati come un rifiuto dell’ingerenza politica nelle decisioni didattiche.

La maggioranza repubblicana al Senato resta tuttavia un ostacolo significativo all’abrogazione delle leggi. Alcuni docenti sostengono inoltre che le politiche universitarie siano andate oltre quanto richiesto dalla legge statale e possano essere più facili da modificare. Leonard Bright, presidente della sezione dell’AAUP presso il campus di College Station della Texas A&M, ha affermato che ora l’attenzione si sposterà sui consigli di amministrazione delle università e sul loro ruolo nell’istruzione superiore.

Fonti: Inside Higher Ed.