Nel 2026 la gestione strategica delle iscrizioni (SEM) ha compiuto 50 anni, mentre gli istituti di istruzione superiore si trovano ad affrontare pressioni sulle iscrizioni e bisogni degli studenti in evoluzione. La conferenza annuale, organizzata dall’American Association of Collegiate Registrars and Admissions Officers (AACRAO) e tenutasi a Baltimora, ha ospitato dibattiti sull’intelligenza artificiale, sulle tendenze demografiche e sull’uso dei dati nelle decisioni relative alle iscrizioni.
La direttrice esecutiva di AACRAO, Melanie Gottlieb, ha affermato che la conferenza attira il gruppo più numeroso dell’associazione di partecipanti interessati ai dati. Ha osservato che l’IA potrebbe rendere l’analisi delle iscrizioni più accessibile a chi non ha una formazione tradizionale in ambito dei dati, contribuendo al contempo ad automatizzare le attività e a lasciare più tempo per il supporto personale. I relatori hanno sottolineato che gli studenti non dovrebbero essere trattati soltanto come numeri.
Sono emersi tre temi: servire gli studenti che non seguono il tradizionale percorso verso l’università, rendere più agevole l’orientamento nei processi di iscrizione e riconoscere la retention come parte fondamentale della gestione delle iscrizioni.
Cresce l’attenzione verso gli studenti non tradizionali
Le sessioni hanno esaminato gli studenti adulti, i veterani e gli studenti delle scuole superiori che seguono corsi universitari tramite programmi di doppia iscrizione. Secondo i relatori, gli istituti guardano sempre più oltre il tradizionale bacino delle scuole superiori, soprattutto nelle aree in cui il numero di diplomati è in calo.
Un panel dell’Indiana University ha affermato che le pratiche di iscrizione pensate sulla base di un calendario prevedibile per le domande e le ammissioni potrebbero non funzionare per gli studenti online, che spesso devono conciliare lo studio con il lavoro e le responsabilità familiari. Questi studenti potrebbero desiderare una decisione rapida dopo aver presentato domanda, quando sono pronti a iniziare.
Il panel ha inoltre messo in guardia dal considerare gli studenti online come un unico gruppo. Una ricerca interna di IU Online ha rilevato che circa l’11 per cento dei suoi studenti era tornato a studiare dopo aver interrotto gli studi per più di due anni; l’86 per cento di questo gruppo aveva studiato in precedenza in presenza. Le loro esigenze potrebbero essere diverse da quelle degli studenti che hanno iniziato i propri corsi di laurea online o hanno proseguito senza interruzioni.
Un’altra sessione della conferenza ha affrontato il riconoscimento dei crediti per gli apprendimenti pregressi, compresi l’addestramento e l’esperienza militare. Thomas Soule dell’American Council on Education ha affermato che politiche chiare e accessibili per il riconoscimento di tali crediti possono contribuire ad attrarre studenti con un passato militare.
Gli istituti cercano di ridurre gli ostacoli nelle iscrizioni
I relatori hanno descritto iniziative volte a rendere più lineare il percorso dall’ammissione all’iscrizione. Alla National University of Health Sciences, Danny Hodorowski, nuovo referente per gli studenti, incontra individualmente ogni studente ammesso, controlla i suoi documenti e lo aiuta con attività come i controlli dei precedenti e la ricerca di un alloggio. Ha descritto il lavoro come un’esperienza di inserimento pensata per ridurre il fenomeno del summer melt, ovvero la rinuncia all’iscrizione durante l’estate. Ha detto che era troppo presto per misurare l’effetto del ruolo sul rendimento delle ammissioni.
Anche i relatori che si occupano di aiuti finanziari hanno sottolineato il valore di un linguaggio chiaro. I programmi di garanzia delle tasse universitarie, che offrono di coprire le tasse per le famiglie al di sotto di determinate soglie di reddito, possono rendere gli aiuti più comprensibili presentandoli con termini familiari anziché con il gergo del settore. Jay Goff della George Washington University ha affermato che le famiglie potrebbero trovare confuse espressioni come «fabbisogno finanziario dimostrato non soddisfatto». Questo autunno l’università ha lanciato il programma Revolutionary Promise per gli studenti con un reddito familiare inferiore a 150.000 dollari.
Il panel di IU Online ha inoltre indicato alcune possibilità per semplificare le ammissioni, tra cui ridurre il numero di uffici che un candidato deve contattare. Chris Foley, vicepresidente associato dell’università per IU Online, ha sostenuto che il desiderio di una procedura semplice non dovrebbe essere scambiato per pigrizia: gli studenti possono essere disposti a dedicare tempo alla propria istruzione, ma non a ostacoli amministrativi superflui.
La retention fa parte della gestione delle iscrizioni
I relatori della conferenza hanno affermato che spesso il reclutamento riceve più attenzione rispetto al mantenimento degli studenti iscritti, sebbene la retention sia altrettanto centrale per i risultati delle iscrizioni. Stanley Henderson, già vicecancelliere dell’University of Michigan–Dearborn e oggi consulente di AACRAO, ha detto che storicamente la responsabilità della retention è stata ampiamente condivisa, senza che vi fosse una chiara attribuzione delle responsabilità.
Alla University of Wisconsin–Milwaukee, la retention è uno dei due pilastri di un piano strategico per la gestione delle iscrizioni lanciato di recente. Kay Eilers, a capo della Division of Strategic Enrollment Management and Student Success dell’università, ha affermato che l’iniziativa coinvolge persone in tutto il campus, tra cui docenti e responsabili dei servizi agli studenti.
Eilers ha sottolineato che la decisione degli studenti di rimanere dipende non solo dal reclutamento, ma anche dalla loro esperienza in aula e nella vita del campus. I dibattiti della conferenza hanno presentato la retention come una responsabilità dell’intero campus, anziché come un compito limitato agli uffici che si occupano delle iscrizioni.
Fonti: Inside Higher Ed.