L’Università Complutense di Madrid (UCM) ha iniziato a demolire gli edifici che un tempo ospitavano la sua Facoltà di Economia e Commercio a Somosaguas, spingendo docenti e architetti a chiedere una pausa per poterne esaminare il valore patrimoniale. Gli edifici non sono attualmente sottoposti ad alcuna tutela e l’università afferma di dover rispettare le norme urbanistiche che disciplinano l’area.
Costruita nel 1968, la facoltà fu trasferita a Somosaguas mentre il regime franchista cercava di disperdere i centri universitari, in un contesto di crescenti proteste studentesche. In seguito il campus fu teatro di assemblee e manifestazioni, tra cui un episodio ricordato dall’ex ministro dell’Industria e professore Miguel Sebastián, quando gli agenti di polizia, noti come «i grigi», fecero irruzione per disperdere un raduno.
Sebastián e altri membri della facoltà descrivono gli edifici come un luogo della memoria. Il professore Rafael Salas afferma che il personale ha chiesto all’università del tempo per commissionare una valutazione dettagliata, ma gli è stato risposto che non era possibile disporre una moratoria. Un rapporto preliminare degli architetti Francisco Arques Soler e Alfonso Muñoz Cosme sostiene che gli edifici dovrebbero essere conservati.
Muñoz Cosme afferma che il complesso ha rilevanza storica in quanto esempio di pianificazione universitaria concepita per reprimere i movimenti studenteschi, oltre a possedere valore architettonico. Secondo il rapporto, la struttura in cemento armato, gli aggetti inclinati e le aule a gradoni riflettono influenze dell’architettura modernista e del New Brutalism.
Il Collegio degli Architetti di Madrid (COAM) sta preparando, su richiesta del Comune di Pozuelo de Alarcón, un elenco di edifici da tutelare. Intende proporre la salvaguardia di almeno tre edifici del complesso di Somosaguas, affinché possano continuare a essere utilizzati. Il COAM afferma di non essere stato informato dell’imminenza delle demolizioni.
Anche l’associazione Madrid, Cittadinanza e Patrimonio ha suggerito che una tutela comunale di secondo livello potrebbe preservare la struttura degli edifici. Alcuni docenti hanno chiesto al governo regionale di valutare il loro inserimento nel catalogo dei beni patrimoniali di Madrid, una misura che potrebbe fermare le demolizioni. Il governo regionale afferma di non aver ancora ricevuto tale richiesta.
L’UCM afferma di aver avuto bisogno di un nuovo edificio e di aver raggiunto un accordo con Pozuelo, che ha concesso il permesso di costruire a condizione che le strutture esistenti fossero rimosse. L’università dichiara di aver consultato il catalogo del patrimonio del Comune e la guida regionale all’architettura, richiamando inoltre la propria responsabilità di rispettare la normativa urbanistica e garantire la sostenibilità delle proprie infrastrutture.
Pozuelo afferma di non aver imposto la demolizione. Secondo il Comune, è stata l’università a richiederla nell’ambito del progetto di sostituzione della facoltà, e la questione urbanistica riguarda la superficie massima edificabile consentita sul lotto. Il Comune afferma che l’UCM può scegliere quali edifici conservare, purché non venga superato il limite consentito.
L’università conferma che i lavori di demolizione sono iniziati lunedì e dovrebbero durare tre mesi. I docenti chiedono una pausa per consentire la valutazione degli edifici, mentre il COAM sta preparando la propria proposta di tutela.
Fonti: El País Educación.